Buon 1 maggio!

L'attività professionale che scegliamo, che abbiamo desiderato, sognato e tanto inseguito, non è utile solo per un introito economico, che è assolutamente necessario per avere una buona qualità di vita ma ci realizza proprio come persone. Il lavoro è una delle dimensioni della nostra identità, quella che potremmo chiamare “identità professionale”.

Rappresenta l’essere approdati nella società degli adulti, tappa culminante del processo d’individuazione che si raggiunge non soltanto attraverso l’acquisizione di competenze professionali ma attraverso un processo di crescita, di passaggio e di messa in gioco, come ad esempio è il periodo universitario.

L’esperienza universitaria, infatti, oltre ad essere una palestra dove imparare a pensare, rappresenta un momento prezioso per ripensare le relazioni con la famiglia e i gruppi di appartenenza precedenti attraverso le nuove esperienze e i nuovi contesti di relazione e il misurarsi con le scelte e le aspettative, in parte autonome e in parte provenienti dagli altri. In questo tempo la persona si confronta con le proprie risorse (alcune ancora da scoprire) e i propri limiti e va alla scoperta di sé costruendo il suo spazio nel mondo.

Oltretutto, in un mondo contemporaneo che cambia velocemente e che non offre stabilità e appoggio per sentire quella necessaria fiducia per compiere le proprie scelte, può diventare particolarmente difficile fronteggiare tali sfide (emotive, cognitive e relazionali) ed è facile provare disagio, sentirsi smarriti. Talvolta l’angoscia può prendere il sopravvento a tal punto da arrendersi ai propri limiti e scegliere di rinunciare a se stessi e ai propri sogni, alla felicità, al proprio posto nel mondo.

Come dico sempre ai miei pazienti, nella carta d’identità c’è scritto il proprio Nome e il proprio Cognome: divenire adulti significa essere Soggetti, responsabili di sé. Vuol dire avere la forza d’animo per scegliere per se stessi, Prendersi Cura della propria vita, del proprio essere nel mondo.

Questa festa dei lavoratori la dedico a chi sta scegliendo quale sarà la propria dimensione professionale, a chi si trova a vivere in maniera disagevole la scelta lavorativa. A chi ha molta paura e si sente in trappola, bloccato o paralizzato. A chi non riesce a capire perché non riesce a studiare o a dare gli ultimi esami prima della laurea. A chi si sente sopraffatto dal senso di colpa e dall'ansia, e a chi si sente stupido e non all'altezza, a chi teme di fallire e di essere una delusione. A chi pensa che è troppo tardi e a chi non sa mai cosa scegliere.

E’ importante sapere che questa fase critica può essere affrontata e superata. E’ possibile risolvere la conflittualità interna e compiere il salto verso l'autonomia. Ripercorrere le proprie appartenenze per differenziarsi e lasciare la propria firma nel mondo. La vita e il futuro sono preziosissimi e bisogna prendersene cura: puntiamo ad essere adulti felici con relazioni sane; comprese quelle lavorative :)

Buon 1° Maggio!



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